Battesimo del mare: la prima immersione alle Canarie

Indice

Se stai valutando la prima immersione, questa guida si abbina con le nostre immersioni a Tenerife e con le esperienze di Costa Adeje, la zona più comoda per cominciare.

Il battesimo del mare è la prova subacquea per chi non ha mai respirato sott’acqua: un istruttore, poche istruzioni e mezz’ora in fondo al mare senza dover fare nessun corso. Alle Canarie funziona particolarmente bene, perché l’acqua sta fra i 19 e i 24 gradi tutto l’anno e i centri lavorano con principianti dodici mesi su dodici.

Che cos’è esattamente un battesimo del mare

Non è un corso e non rilascia nessun brevetto: è una immersione di prova accompagnata, in cui l’istruttore resta accanto a te dall’inizio alla fine. Si scende in genere fino a sei metri, con un massimo di dodici.

L’appuntamento dura due o tre ore in tutto: spiegazione a terra, prova in acqua bassa, immersione di venti o trenta minuti e rientro. Di quel tempo, sott’acqua ci stai una mezz’ora.

Serve saper nuotare?

Qui va fatta una distinzione che spesso si legge sbagliata:

  • Per il battesimo del mare no. Basta essere a proprio agio in acqua e non andare nel panico. Hai la muta e il giubbetto ad assetto variabile che ti tengono a galla, e l’istruttore è a un braccio di distanza.
  • Per il brevetto sì. Un corso Open Water richiede una prova di nuoto, in genere 200 metri a stile libero oppure 300 con maschera e pinne, più dieci minuti di galleggiamento. Non è una gara, ma va superata.

Prima di prenotare: il questionario medico

Ogni centro fa compilare un modulo sulla salute. Asma, problemi cardiaci, interventi all’orecchio, epilessia, gravidanza e alcune terapie richiedono il via libera di un medico, e conviene saperlo prima e non la mattina stessa con il gruppo che aspetta.

Non si scende con il raffreddore o con il naso chiuso: se non riesci a compensare, l’immersione salta.

Dove fare la prima immersione alle Canarie

  • Tenerife: Costa Adeje e Las Galletas hanno acqua calma, buona visibilità e tartarughe verdi a pochi metri di profondità.
  • Lanzarote: Playa Chica, a Puerto del Carmen, è il punto classico per iniziare, con ingresso direttamente dalla spiaggia.
  • Gran Canaria: la riserva marina di El Cabrón, ad Arinaga, è fra i migliori siti dell’arcipelago.
  • Fuerteventura: le baie riparate di Caleta de Fuste funzionano bene per una prima volta.

Che cosa si vede

Fondali vulcanici, pareti di roccia, banchi di castagnole e saraghi, tartarughe verdi, razze e polpi. Con un po’ di fortuna capita il pesce angelo, uno squalo piatto e innocuo che vive appoggiato sulla sabbia: le Canarie sono uno dei suoi ultimi rifugi al mondo, quindi vederlo qui è un piccolo privilegio.

L’attrezzatura, in parole semplici

Non compri niente, te la dà il centro:

  • Maschera: per vedere nitido. Se ha la barba, l’istruttore ti mostra come sigillarla.
  • Pinne: si avanza solo con le gambe, le braccia restano ferme.
  • Muta: scalda e protegge dagli sfregamenti. D’inverno qui si usa la 5 mm.
  • Bombola ed erogatore: la tua aria. Si respira normalmente, senza forzare.
  • Giubbetto ad assetto variabile: si gonfia e si sgonfia per restare sospeso a mezz’acqua.

Le tre cose che contano davvero sott’acqua

  1. Non trattenere mai il respiro. È la regola numero uno del subacqueo: salendo, l’aria nei polmoni si espande. Si respira sempre, anche se sembra strano.
  2. Compensa presto e spesso. Tappa il naso e soffia piano a bocca chiusa, oppure degluti, ogni mezzo metro di discesa e non quando già fa male. Se senti dolore, risali di poco e riprova.
  3. Muoviti piano. Meno ti agiti, meno aria consumi e più a lungo resti giù. I principianti finiscono la bombola in venti minuti solo perché vanno di fretta.

Che sensazione fa

I primi respiri con l’erogatore sono la parte strana: l’aria arriva secca e si sente il proprio respiro amplificato. Dopo due minuti diventa normale e resta il silenzio. È quello che sorprende quasi tutti, molto più dei pesci: sott’acqua non c’è nessun rumore tranne il tuo.

Se ti prende

Il passo successivo è un corso con brevetto, tipo Open Water Diver: teoria, esercizi in acqua bassa e quattro immersioni in mare, in tre o quattro giorni. Da lì puoi immergerti con un compagno fino a diciotto metri senza istruttore, in tutto il mondo e a vita.

Farlo alle Canarie ha un vantaggio pratico: l’acqua è temperata tutto l’anno e non serve aspettare l’estate come in Italia.

Quando si può volare dopo l’immersione

Mai subito. Le raccomandazioni più diffuse parlano di almeno 12 ore dopo una sola immersione e 18 ore dopo più immersioni o più giorni di attività. Serve a smaltire l’azoto ed evitare la malattia da decompressione.

Tradotto in pratica: non mettere il battesimo del mare il giorno prima del volo di ritorno. È l’errore più comune di chi ha pochi giorni.

Buone abitudini sott’acqua

  • Non toccare nulla: né coralli, né tartarughe, né polpi.
  • Controlla l’assetto per non strisciare sul fondo e sollevare sedimento.
  • Niente crema solare chimica prima di entrare: scegli le solari minerali.
  • Resta vicino all’istruttore e segnala subito qualsiasi fastidio.

Da dove cominciare

Se l’idea ti attira ma ti spaventa un po’, è esattamente il profilo per cui esiste il battesimo del mare. Guarda le immersioni per principianti a Tenerife e controlla nella scheda la profondità massima e l’età minima.

Domande frequenti

È una immersione di prova per chi non ha mai respirato sott’acqua, accompagnata da un istruttore che ti resta accanto per tutto il tempo. Non è un corso e non rilascia brevetti. Si scende in genere fino a sei metri, con un massimo di dodici, e l’appuntamento dura due o tre ore di cui una mezz’ora in acqua.

Per il battesimo del mare no: bastano la muta, il giubbetto ad assetto variabile e la presenza dell’istruttore, e serve solo essere a proprio agio in acqua. Per il brevetto Open Water invece sì: si superano 200 metri a nuoto (o 300 con maschera e pinne) e dieci minuti di galleggiamento.

Compensando presto e spesso: tappa il naso e soffia piano a bocca chiusa, oppure degluti, ogni mezzo metro di discesa e non quando il fastidio è già arrivato. Se senti dolore, risali di poco e riprova. Con il raffreddore o il naso chiuso l’immersione va rimandata.

Sì, se segui l’istruttore. La regola che conta più di tutte è non trattenere mai il respiro, perché in risalita l’aria nei polmoni si espande. Il battesimo del mare si fa in acque protette, a poca profondità e con un istruttore per un numero molto ridotto di persone.

Non subito. Le raccomandazioni più diffuse indicano almeno 12 ore dopo una singola immersione e 18 ore dopo più immersioni o più giorni. Serve a smaltire l’azoto ed evitare la malattia da decompressione. Non programmare l’immersione il giorno prima del volo di ritorno.

In genere dagli 8 anni per le prove in piscina e dai 10 per un battesimo in mare o per il brevetto Junior Open Water, con profondità ridotte in base all’età. Il limite esatto lo fissa il centro e viene sempre indicato nella scheda dell’attività.

Niente: maschera, pinne, muta, bombola, erogatore e giubbetto ad assetto variabile te li fornisce il centro. Tu porta il costume, un asciugamano e il documento. Evita la crema solare chimica prima di entrare in acqua e scegli una solare minerale.

Fondali vulcanici, pareti di roccia, banchi di castagnole e saraghi, tartarughe verdi, razze e polpi. Con un po’ di fortuna anche il pesce angelo, uno squalo piatto e innocuo che riposa sulla sabbia: le Canarie sono uno dei suoi ultimi rifugi al mondo. L’acqua sta fra i 19 e i 24 gradi tutto l’anno.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Email
WhatsApp
Reddit