Canarie in bici: rotte, salite e isole per pedalare

Indice

Per passare dall’idea a una rotta vera, guarda le escursioni in bici a Tenerife, quelle in Gran Canaria e tutte le escursioni alle Canarie.

Le Canarie in bici non sono una destinazione da vacanza attiva qualunque: sono il posto dove le squadre professionistiche vanno a fare il ritiro invernale. Il motivo è semplice: a gennaio qui ci sono venti gradi e una salita di duemila metri di dislivello continui. Se pedali, questo arcipelago è una palestra a cielo aperto aperta dodici mesi l’anno.

Tenerife: la salita che tutti vogliono fare

La strada dal mare al Teide è il motivo per cui Tenerife è su ogni lista. Partendo da El Médano o da Los Cristianos si sale per quasi cinquanta chilometri fino ai 2.300 metri del parco nazionale, senza un solo tratto in discesa: è una delle salite asfaltate ininterrotte più lunghe del mondo. Non è ripida, sta quasi sempre fra il 4 e il 6 per cento, ma non finisce mai.

L’ostacolo vero non è la pendenza: è il vento. Gli alisei rinforzano nel pomeriggio e nell’ultimo tratto, sopra i 2.000 metri, possono trasformare una salita tranquilla in un lavoro serio. Si parte presto.

Altre rotte che vale la pena mettere in programma:

  • Vilaflor: il paese più alto della Spagna, a 1.400 metri, fra pini canari. Ottimo punto di partenza per anelli che evitano il traffico della costa.
  • Masca: tornanti stretti e pendenze che superano il 15 per cento in discesa e in salita. Spettacolare e impegnativa, da fare presto la mattina perché di giorno la strada si riempie di pullman.
  • Chinyero: l’anello intorno all’ultimo vulcano eruttato sull’isola, nel 1909. Paesaggio nero, poco traffico e un fondo che si presta bene alla mountain bike.
  • Valle di La Orotava: strade rurali fra vigne e paesi, sul versante verde. È la zona più piacevole per una uscita corta.
  • Punta de Teno: la strada dei tornanti fino al faro. Attenzione: è chiusa alle auto private nelle ore centrali per rischio di caduta massi, e in bici si passa, ma vale la pena informarsi sulle condizioni prima di andare.

Gran Canaria: il continente in miniatura

Qui il dislivello si accumula ovunque, perché l’isola è un cono e tutte le strade salgono verso il centro.

  • Pico de las Nieves: quasi 2.000 metri di quota, uno dei porti più duri d’Europa se attaccato dal sud. Dalla cima si vede il Teide a novanta chilometri di distanza.
  • Valle de Guayadeque e Ayacata: strade interne fra burroni e villaggi scavati nella roccia.
  • Arucas e Firgas: nord verde, piantagioni di banane e paesi ravvicinati. Buono per una giornata tranquilla.
  • Avenida Marítima di Las Palmas: pista ciclabile piatta lungo il mare, perfetta con i bambini.

Lanzarote: piatta solo in apparenza

L’isola dell’Ironman ha poco dislivello ma vento costante, che è un’altra forma di fatica.

  • La Geria: la strada fra i vigneti scavati nella cenere, con i muretti a mezzaluna. Facile, breve e diversa da qualsiasi altro paesaggio.
  • Tabayesco e Haria: la salita del nord, l’unica seria dell’isola, che porta al Mirador del Río.
  • Timanfaya: la strada che attraversa il malpaís. Nel parco nazionale la circolazione è regolata, quindi informati sui tratti percorribili.

Fuerteventura: vento e spazio

  • Corralejo e le Grandes Playas: costa piatta accanto alle dune, adatta a chi comincia e alle famiglie.
  • Betancuria: l’anello dell’interno, con il valico che guarda tutta l’isola. La salita più bella di Fuerteventura.
  • Costa Calma e Morro Jable: lungo rettilineo da bici da corsa, con l’aliseo alle spalle all’andata e in faccia al ritorno. Calcola bene la direzione.

Le ebike cambiano il gioco

Alle Canarie l’assistenza elettrica non è una scorciatoia, è quello che rende accessibili itinerari altrimenti fuori portata. Con una ebike si sale al Chinyero, si gira la valle di La Orotava o si arriva a Punta de Teno senza dedicare la giornata intera al recupero.

È anche la soluzione migliore per uscire in coppia o in gruppo quando i livelli sono diversi.

In bici con i bambini

Ci sono percorsi piatti e sicuri su tutte le isole: il lungomare di Las Palmas, la ciclabile di Costa Teguise a Lanzarote, il tratto fra Los Cristianos e Palm-Mar a Tenerife e la costa di Corralejo. Su questi si va con il rimorchino o con la seggiolina senza problemi.

Portare la bici o noleggiarla?

Quasi tutte le compagnie che volano dall’Italia accettano la bici come bagaglio speciale, con supplemento e prenotazione anticipata. Ma sulle isole ci sono negozi specializzati con bici da corsa e mountain bike di buon livello, spesso con assistenza inclusa: per meno di una settimana il noleggio conviene quasi sempre, e ti eviti il rischio di ritrovarti la scatola ammaccata.

Se non conosci le strade, un tour guidato risolve il problema più grande, che non è la fatica ma sapere dove passare: molte strade secondarie sono strette e senza banchina.

Quando andare

Da ottobre a maggio è la stagione migliore, ed è quando arrivano i professionisti: temperature fra i 18 e i 24 gradi sulla costa e sole quasi garantito. In luglio e agosto si pedala comunque, ma solo la mattina presto.

In quota il conto cambia: al parco del Teide ci sono dai 10 ai 15 gradi in meno che al mare, e d’inverno può esserci ghiaccio. Porta sempre un antivento per la discesa, che dura più di un’ora ed è la parte in cui si prende freddo.

Cinque consigli pratici

  • Parti all’alba: l’aliseo si alza a metà mattina e il traffico turistico anche.
  • Porta il doppio dell’acqua: fra Vilaflor e il parco nazionale non c’è niente per quaranta chilometri.
  • Occhio ai pullman sulle strade di Masca e del Teide: sono strette e i mezzi grandi hanno bisogno di tutta la carreggiata.
  • Protezione solare anche in inverno: siamo alla latitudine del Sahara e in quota l’irraggiamento aumenta.
  • Scarica le tracce offline: nell’interno delle isole la copertura telefonica sparisce spesso.

Da dove cominciare

Se è la tua prima volta qui, comincia con una uscita guidata e poi costruisci il resto da solo. Guarda le rotte in bici a Tenerife e scegli quella che si avvicina di più al tuo livello.

Domande frequenti

Da ottobre a maggio, ed è la ragione per cui le squadre professionistiche vengono qui a fare il ritiro invernale: sulla costa ci sono fra i 18 e i 24 gradi e piove pochissimo. In luglio e agosto si pedala solo la mattina presto. In quota fa sempre dai 10 ai 15 gradi in meno che al mare.

Sì, ed è una delle salite più lunghe del mondo su asfalto: da El Médano o da Los Cristianos si sale per quasi cinquanta chilometri fino ai 2.300 metri, senza un solo tratto di discesa. La pendenza media resta fra il 4 e il 6 per cento, quindi la difficoltà sta nella durata e nel vento, non nella ripidità.

Tenerife per la salita al Teide e la varietà di paesaggi, Gran Canaria per il dislivello continuo e il Pico de las Nieves. Lanzarote e Fuerteventura sono più piatte ma ventose, quindi ottime per la bici da corsa e per chi non cerca grandi salite. La Palma è la più dura di tutte.

Per meno di una settimana conviene quasi sempre noleggiarla: sulle isole ci sono negozi specializzati con bici da corsa e mountain bike di buon livello e assistenza inclusa. Portarla dall’Italia è possibile, tutte le compagnie la accettano come bagaglio speciale con supplemento, ma va prenotata in anticipo.

Il vento, non la pendenza. Gli alisei soffiano quasi tutti i giorni e rinforzano da metà mattina, soprattutto sopra i 2.000 metri e sui lunghi rettilinei di Fuerteventura. Si parte all’alba e si pianifica il percorso in modo da avere il vento contro all’andata e a favore al ritorno.

Sì, e su queste isole l’assistenza elettrica ha senso più che altrove, perché apre itinerari altrimenti fuori portata. Con una ebike si fa l’anello del Chinyero, la valle di La Orotava o la strada di Punta de Teno senza dedicare l’intera giornata al recupero. È anche il modo migliore per uscire in gruppo con livelli diversi.

Sì. I percorsi piatti e sicuri non mancano: il lungomare di Las Palmas a Gran Canaria, la ciclabile di Costa Teguise a Lanzarote, il tratto fra Los Cristianos e Palm-Mar a Tenerife e la costa di Corralejo a Fuerteventura. Tutti si fanno con rimorchio o seggiolino.

Il doppio dell’acqua che porteresti in Italia, perché fra Vilaflor e il parco del Teide non c’è nulla per quaranta chilometri. Poi un antivento per la discesa, che dura più di un’ora ed è dove si prende freddo, protezione solare alta anche in inverno e le tracce scaricate offline.

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