El Hierro: cosa vedere nell’isola più selvaggia delle Canarie

Indice

Se usi Tenerife come base per muoverti fra le isole, questa guida si abbina bene con le nostre escursioni a Tenerife e con le escursioni alle Isole Canarie.

El Hierro è la più piccola e la più lontana delle Canarie, e per questo è rimasta com’era. Nessun grande albergo, nessuna strada a quattro corsie, undicimila abitanti in tutto. Chi arriva qui non cerca la spiaggia: cerca il silenzio, i fondali e un paesaggio che sembra appena uscito dal mare. Ecco cosa vedere a El Hierro anche in una sola giornata.

Alba al Mirador de la Peña

Si comincia dal Mirador de la Peña, progettato da César Manrique: un edificio basso in pietra che si apre di colpo su un balcone a strapiombo sulla valle di El Golfo, il semicerchio nato dal crollo di metà dell’isola in mare, circa 15.000 anni fa. Quel crollo generò uno tsunami che arrivò fino alle Bahamas.

Cosa vedere a El Hierro: il Mirador de la Peña sulla valle di El Golfo
Mirador de La Peña, El Hierro. Foto di Casacanarias, via Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

Un bagno nelle piscine naturali di La Maceta

Le piscine naturali di La Maceta sono pozze di roccia lavica riempite dall’oceano, con scalette e passerelle. A El Hierro non ci sono spiagge di sabbia degne di questo nome: il bagno si fa qui, oppure al Charco Azul e alla Maceta di Tacorón, dall’altra parte dell’isola.

Controlla sempre il mare prima di entrare: con onda da nord queste pozze diventano pericolose e vengono chiuse.

Cosa vedere a El Hierro: le piscine naturali di La Maceta
Isola di El Hierro, piscina naturale di La Maceta

El Sabinar: gli alberi piegati dal vento

Dopo pranzo, e il formaggio herreño vale la sosta, si sale a El Sabinar. È l’immagine simbolo dell’isola: ginepri secolari piegati fino a terra dagli alisei, alcuni ritorti di novanta gradi. Non è un bosco di laurisilva, come si legge spesso, ma un sabinar, una formazione di Juniperus turbinata che resiste dove non cresce quasi nient’altro. La laurisilva di El Hierro sta altrove, nelle riserve di Mentáfete e Tibataje, sul versante umido.

Cosa vedere a El Hierro: i ginepri piegati di El Sabinar
Isola di El Hierro, El Sabinar

Il Mar de las Calmas: il motivo per cui molti vengono qui

Sulla punta sud, davanti a La Restinga, c’è una riserva marina considerata fra i migliori punti d’immersione d’Europa. L’acqua sta sui 22-24 gradi, la visibilità supera spesso i trenta metri e i fondali scendono a picco a pochi metri dalla riva, con cernie, barracuda, mante e tartarughe.

Nel 2011 un’eruzione sottomarina a due chilometri da La Restinga creò il vulcano Tagoro e obligò a evacuare il paese. Oggi è uno dei pochi posti al mondo dove si può vedere come la vita ricolonizza un fondale nato ieri.

Tramonto al Mirador de las Playas

Si chiude al Mirador de las Playas, mille metri sopra la costa orientale, con la parete che scende dritta in acqua. È il punto in cui si capisce la scala dell’isola.

Cosa vedere a El Hierro: il faro di Orchilla, antico meridiano zero

E di notte, le stelle

El Hierro è Riserva Starlight e non ha praticamente inquinamento luminoso: l’illuminazione pubblica è stata rifatta per non disperdere luce verso l’alto. Basta fermarsi in una strada secondaria, spegnere i fari e aspettare cinque minuti.

Altri tre posti che entrano solo se ti fermi a dormire. Tamaduste, a nordest e a un quarto d’ora dall’aeroporto, è una caletta stretta con l’acqua ferma, il bagno più comodo dell’isola con i bambini; il Charco Manso, poco più a nord, è più aperto ed esposto. A Sabinosa, il Pozo de la Salud è una sorgente minerale a cui da secoli si attribuiscono virtù curative. E l’albero Garoé: i bimbaches non avevano fiumi e ricavavano l’acqua da un albero che condensava la nebbia dell’aliseo sulle foglie. Quello di oggi fu piantato nel 1949, dopo che una tempesta abbatté l’originale nel 1610.

Tre cose che rendono El Hierro unica

  • Va quasi tutta a energia rinnovabile: la centrale di Gorona del Viento combina un parco eolico con due bacini d’acqua che funzionano da batteria idraulica. È stata la prima isola al mondo a coprire per giorni interi il 100% del fabbisogno elettrico con le rinnovabili.
  • È tutta Riserva della Biosfera Unesco dal 2000, e Geoparco Mondiale Unesco dal 2014.
  • Qui passava il meridiano zero: il faro di Orchilla, sulla punta occidentale, segnava il limite del mondo conosciuto ed è stato il primo meridiano della cartografia europea per secoli, prima che Greenwich prendesse il suo posto nel 1884.

Come arrivarci da Tenerife

In aereo: è l’unico modo sensato per una gita in giornata. Il volo da Tenerife Nord dura poco più di mezz’ora e ci sono più frequenze al giorno. Prenota presto: i posti sono pochi e in alta stagione finiscono.

In traghetto: da Los Cristianos a La Estaca ci vogliono circa due ore e mezza, con una sola corsa al giorno in molti periodi. Per una giornata sola non funziona: conta almeno due notti.

L’auto è indispensabile. I trasporti pubblici collegano i paesi ma non i punti panoramici, e le agenzie di noleggio sull’isola sono poche: prenota prima di partire.

Consigli pratici

  • Porta una felpa: i microclimi qui sono estremi. Si passa dal sole di La Restinga alla nebbia di El Sabinar in venti minuti.
  • Fai il pieno quando puoi: i distributori si contano sulle dita di una mano e chiudono presto.
  • Scarica le mappe offline: la copertura telefonica manca in diverse zone.
  • Vai piano: le strade sono strette e piene di tornanti. L’isola si attraversa in un’ora e mezza, ma non provare a fare tutto di corsa.
  • Compra il formaggio herreño: affumicato con fichi d’india e corteccia, non lo trovi altrove.

E quando torni a Tenerife

Se El Hierro ti è piaciuta per il silenzio, sull’isola grande hai il resto: il Parco Nazionale del Teide, l’avvistamento dei cetacei, i boschi di Anaga. Guarda le escursioni a Tenerife e completa il viaggio.

Domande frequenti

In aereo sì: il volo da Tenerife Nord dura poco più di mezz’ora e ci sono più frequenze giornaliere, quindi si parte presto e si rientra la sera. In traghetto no: da Los Cristianos servono circa due ore e mezza per tratta e spesso c’è una sola corsa al giorno. Con la nave conta almeno due notti.

In una giornata piena entrano il Mirador de la Peña sulla valle di El Golfo, un bagno nelle piscine naturali di La Maceta, i ginepri piegati di El Sabinar e il tramonto al Mirador de las Playas. Se ti interessano le immersioni, invece, conviene dedicare tutto il tempo alla zona di La Restinga.

Sì, ed è quasi obbligatoria. Gli autobus collegano i paesi principali ma non i punti panoramici né le piscine naturali, e le distanze in montagna richiedono tempo. Le agenzie di noleggio sull’isola sono poche, quindi prenota prima di partire e non contare di trovare un’auto sul posto.

Perché il Mar de las Calmas, la riserva marina davanti a La Restinga, ha acqua fra i 22 e i 24 gradi, visibilità che supera spesso i trenta metri e pareti che scendono a picco a pochi metri dalla riva. Ci sono cernie, barracuda, mante e tartarughe. È considerato uno dei migliori siti d’immersione d’Europa.

No, ed è un equivoco che si legge spesso. El Sabinar è una formazione di ginepri, i sabinares, piegati fino a terra dagli alisei. La laurisilva di El Hierro esiste ma sta altrove, nelle riserve di Mentáfete e Tibataje, sul versante umido dell’isola.

Pochissime, e non di sabbia chiara. Il bagno si fa nelle piscine naturali di roccia lavica come La Maceta, il Charco Azul e Tacorón. Controlla sempre lo stato del mare: con onda da nord vengono chiuse. Chi cerca spiagge lunghe è sull’isola sbagliata, e questo è esattamente il suo pregio.

Per via della centrale di Gorona del Viento, che unisce un parco eolico a due bacini d’acqua usati come batteria idraulica: quando c’è vento si pompa acqua in alto, quando manca si turbina. È stata la prima isola al mondo a coprire giorni interi con il 100% di energia rinnovabile.

Tutto l’anno: la temperatura sta fra i 18 e i 26 gradi. I mesi migliori sono da aprile a novembre, quando il mare è più calmo e le immersioni sono più affidabili. Porta comunque una felpa: fra la costa sud e i boschi in quota ci sono spesso otto o dieci gradi di differenza.

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